giovedì 29 dicembre 2011

Vizio

Ci si chiede con una certa frequenza se la vita priva di vizi sia quella giusta.
La corretta alimentazione, non eccedere con alcool e droghe, non fumare, fare sport per viver sani e belli. Nonostante io sia sempre stato affascinato dal concetto di disciplina presente nelle culture asiatiche, concetto che si esprime nell'eleganza e nella ritualità di gesti e intenti, non sono del tutto sicuro della totale privazione dei vizi. Per quanto sia affascinante il rituale del thè giapponese, nella sua composta eleganza, ogni tanto dovrebbe esser lecito lasciarsi andare, spaziare nelle altre dimensioni, con il sakè.
Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia sono indicati come i vizi capitali, vizi malattie dello spirito e quindi da sempre demonizzati. Tra questi superbia, ira, accidia, gola e lussuria sono più comuni e quelli che spesso giustifichiamo come socialmente accettati. Si perché alla fine la cosa importante è convincere se stessi che non si sta facendo nulla di male. La società moderna, ormai governata dalla psicologia spicciola, tende al disinvestimento sentimentale e ideologico; tende sempre più alla follia. Del resto la follia altro non è che reiterare sempre le stesse azioni aspettandosi un risultato differente da quello già affrontato. Non vengono neanche valutate le possibili conseguenze, almeno fin quando si è in tempo. 
Quelle infinitesimali cicatrici che volta per volta cuciamo sull'anima, sul cuore.
Ma questo è un altro discorso. 
In ultima analisi mi vien da dire, promuovendo* i vizi. Una vita senza vizi; che vita è? 
Purché ci si senta felici. Anche se non ho idea di che colore, gusto o forma abbia la felicità! Ho però la certezza che abbia questo sound:



domenica 30 ottobre 2011

Silenzio

Di vari colori e fragranze è pieno il luogo in cui alberga il silenzio. Non per forza nobili i fiori donano colore ad un altrimenti freddo e bianco marmo. Osservo una strana luce, penetrare a visibili raggi da una finestra, mischiarsi con l'elegante danza delle fiammelle di candele lasciate da chissà chi. Silenzio. Poi ad un tratto un assordante flusso di pensieri, ricordi. Il luogo della pace si trasforma nel cinema di me stesso. Con una veloce carrellata di flashback momenti che si pensava persi nel tempo riaffiorano un po' impolverati e con voci ovattate come se il cervello li avesse registrati su una vecchia vhs. Momenti felici per lo più. Momenti accanto ai nostri cari. Alcuni di loro non possiamo più stringerli in un caldo abbraccio per quanto stupido a volte sembri questo gesto. I ricordi mi rasserenano appianando le rughe d'espressione che da quando sono arrivato sono ben marcate in fronte. Chissà se le loro anime sono qui, in questo luogo. Questo non importa perché io lo sento. Io ti sento sussurrare all'orecchio e mi basta dar fiato alle tue parole per sentirle nuovamente forti. Allora parlo raccontando me stesso attraverso un'inarrestabile susseguirsi di aneddoti, il me che non conosci da quando non ci sei più. Un me in continua evoluzione interiore. Pausa e nuovamente silenzio. Nessun pensiero, nessuna preoccupazione. Passi di donna. Scroscianti tacchi portano in giro persone che come me avranno storie da raccontare ai propri cari scomparsi. Rosso porpora in grappoli, giallo in petali, bianco in boccioli e campanelle, verde in tronchetti di abete e rose. Sui miei occhi adesso si specchia il mondo attraverso una patina che li rende lucidi e splendenti. Una lacrima. 
Grazie di essere stato con me e di avermi ascoltato. 
Adesso sto meglio
Resta dentro di me perché ho bisogno di te. 
Mi manchi.

mercoledì 19 ottobre 2011

Porzione singola

Porzione singola. Dodma moderno che veste ormai gli aspetti più disparati della nostra vita. Pensavate forse di vedere solamente al supermercato vaschette di vario genere in porzione singola? Per single, mi vien da dire! Saranno pure comode; le apri, ne consumi il contenuto rigorosamente da solo e magari davanti ad una serie tv o una soap opera. Comodi comodi. Solo ai più fortunati però succede qualcosa. Si svegliano dal torpore, scrollando il capo si guardano attorno, intontiti. Come d'incanto si rendono conto che il dogma si è esteso, ha preso campo e diventa sempre più vorace. L'amicizia, gli affetti, gli amori. Tutto può essere compresso in una porzione singola. Basta semplicemente lasciarsi andare e vivere il momento senza se, senza ma. Godere della felicità a tratti, vita a momenti. Felicità.
Un giorno tutto questo cambierà, me lo sento. E sarà per tutti noi l'inizio della nostra vera vita. Amici miei, gente della mia generazione teniamo duro.
Angolo Juke Box: Insert Coin and play
Again - Lenny Kravitz & Mr. 
Cab Driver - Lenny Kravitz

sabato 15 ottobre 2011

Toc toc, is someone in there?

Forse non tutti sanno che il blog, o web log (diario di rete), come strumento tecnologico conta già 11 candeline. Personalmente non mi sono mai posto la domanda "cosa può essere un blog nella vita di una persona". Per chi è sensibile al delicato argomento della privacy, come me, cosa può essere se non esporre pubblicamente la propria vita? Ma una perplessità del genere poteva aver senso fino a qualche anno fa ed ormai, passando attraverso al recente fenomeno dei social network, è passivamente accettato che le nostre vite siano a disposizione di tutti. Chi siamo, o chi vogliamo apparire, è qui dentro; basta solo qualche click per capire se sei in o sei out. Tutto ciò senza neanche avere la necessità di un contatto visivo. Tacciatemi pure di romanticismo ma su questo primo post voglio raccontare solo quello che non vedrete qui dentro, chi sono io! Necessito ancora del caro vecchio contatto fisico, della pacca sulla spalla, di un bacio, due, a volte tre al mattino. Mi servirò invece di questo spazio per lamentarmi della società, a volte della vita, per raccontare eventi e segnalare curiosità. Si ride; a volte si piange. 
Facciamolo insieme!!! §=J